scheersberga uranio scomparso Nel 1968, nel cuore del Mediterraneo, spariscono 200...

Post di gunpress su Meetin

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scheersberga uranio scomparso
Nel 1968, nel cuore del Mediterraneo, spariscono 200 tonnellate di uranio senza un colpo di pistola.
La protagonista è una piccola nave cargo tedesca, la Scheersberg A: parte da Anversa con 560 fusti di “yellowcake”, un concentrato di uranio etichettato come innocuo “plumbat”, diretta – almeno sulla carta – a una fabbrica di vernici in Italia. Quando però la nave riappare in Turchia, pochi giorni dopo, la stiva è vuota, il registro di bordo ha pagine strappate e nessuno sa (o vuole dire) dove sia finito il carico.
Anni dopo emergerà il retroscena: dietro la Scheersberg A c’è una società di comodo liberiana, la Biscayne Traders, creata dal Mossad per comprare la nave e manovrare l’intera operazione. In alto mare, di notte, la Scheersberg A avrebbe incontrato una nave israeliana, trasferendo uno a uno i fusti di uranio alla luce schermata dei ponti, in silenzio radio totale.
Quel materiale, sufficiente ad alimentare per anni il reattore di Dimona nel Negev, serviva a portare avanti il programma nucleare israeliano dopo che la Francia aveva stretto i rubinetti delle forniture. L’inchiesta dell’Euratom sull’“Affare Plumbat” non porterà mai a responsabilità ufficiali: niente prove definitive, molte ombre, e un mistero che ancora oggi mostra quanto fosse (ed è) fragile il controllo internazionale sui materiali nucleari.
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