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“Guerra nel Golfo, Israele valuta l’opzione nucleare: tra

“Guerra nel Golfo, Israele valuta l’opzione nucleare: tra

corridoi di missili iraniani e ombre sull’uranio arricchito” Quindicesimo giorno di guerra nel Golfo Persico e, secondo le ricostruzioni più dure, la scorsa notte è stata la più violenta dall’inizio…

“Guerra nel Golfo, Israele valuta l’opzione nucleare: tra corridoi di missili iraniani e ombre sull’uranio arricchito”

Quindicesimo giorno di guerra nel Golfo Persico e, secondo le ricostruzioni più dure, la scorsa notte è stata la più violenta dall’inizio del conflitto: bombardamenti a tappeto su Israele e su diverse basi americane nella regione, con colpi diretti a infrastrutture considerate strategiche. I video diffusi dallo Stato Maggiore iraniano – analizzati con tecniche di reverse engineering e intelligenza artificiale – mostrerebbero danni reali e pesanti, inclusi attacchi nell’area di Dimona e di altri centri di ricerca nucleare israeliani. In questo quadro, l’Iran appare in grado di aprire veri e propri corridoi missilistici nell’area, colpendo con una potenza che fino a pochi anni fa sembrava impensabile. Sul fronte opposto, dentro l’asse israelo‑americano si parlerebbe di una crescente disperazione: il comando Centcom viene accusato di aver orchestrato attacchi di “false flag” con droni Shahed modificati contro Paesi alleati, pur di trascinarli pienamente nel conflitto perché la campagna militare non sarebbe più sostenibile a questi ritmi. La crepa arriva anche dall’Europa: la Francia avrebbe respinto richieste di ulteriore supporto, mentre la Svizzera avrebbe limitato alcuni sorvoli militari USA per attività di intelligence, segnali di un progressivo raffreddamento di una parte dell’Occidente rispetto alla gestione della guerra. Ma è da Israele che arriva la notizia più inquietante: come riportato da Haaretz, all’interno del governo sarebbe iniziato un dibattito esplicito sull’“opzione nucleare”, in un contesto in cui il Paese si percepisce sotto attacco esistenziale dal fronte iraniano e da Hezbollah, che continua a colpire il nord, la Galilea e snodi logistici chiave come l’area di Haifa. Sul versante iraniano, il discorso tocca il cuore del programma nucleare: dopo il ritiro di Trump dal JCPOA, Teheran ha ripreso l’arricchimento di uranio fino al 60% e, in assenza di controlli pieni dell’Agenzia internazionale, si ipotizza il passaggio al 90% grazie a una rete di centrifughe avanzate AR6 e AR9 distribuite in siti difficili da colpire. Secondo un calcolo citato nel video, 440 kg di uranio arricchito al 90% basterebbero teoricamente per circa 10 ordigni nucleari, che potrebbero essere montati su missili ipersonici o dotati di testate multiple. Il risultato è uno scenario in cui, mentre si parla sempre più spesso di “opzione nucleare” da parte di Israele, la possibilità che anche l’Iran abbia le capacità tecniche per avvicinarsi alla soglia atomica non è più pura fantapolitica. Se anche solo una parte di queste ricostruzioni trovasse conferma, saremmo davanti a un salto di livello drammatico: dalla guerra di missili e droni alla minaccia, reale, di un confronto in cui l’arma nucleare entra al centro del tavolo. #iran #guerra #usa #israele #nucleare

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