Inchiesta Hydra: il superpentito che può travolgere Lega e Fratelli d’Italia
nell’inchiesta Hydra partita da Milano e ora estesa a Roma e Torino, il collaboratore di giustizia Gioacchino Amico – uomo considerato vicino al clan Senese e immortalato in selfie con Giorgia Meloni – sta svuotando il sacco sui rapporti tra mafie del Nord e pezzi della politica di maggioranza. Nei suoi verbali spuntano riferimenti a esponenti della Lega, contatti con l’ex assessora Monica Rizzi e intercettazioni in cui cita il “caro amico” Nicola Molteni, oggi sottosegretario all’Interno e, paradossalmente, presidente della commissione che decide i programmi di protezione per testimoni e pentiti: lo stesso sistema che dovrebbe proteggere proprio Amico. Molteni nega di conoscerlo, ma il corto circuito istituzionale è evidente e politicamente esplosivo. Sul fronte Fratelli d’Italia il buco nero si chiama Andrea Del Mastro: il sottosegretario alla Giustizia risulta in società per una bisteccheria a Roma con la famiglia di Mauro Caroccia, già condannato in via definitiva con l’aggravante del metodo mafioso e indicato come legato ai capitali del clan Senese, mentre la procura di Roma indaga per riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Il procuratore di Roma Lo Voi, ascoltato in Commissione antimafia presieduta da Chiara Colosimo (FdI), ha spiegato che dagli atti su Caroccia e sulla società della “bisteccheria” potrebbero aprirsi nuovi scenari e legami con l’operazione Hydra, ma gran parte dell’audizione è stata secretata, alimentando il sospetto che il “partito della legge e ordine” abbia fatto affari con prestanome dei clan. Fin dove arriverà l’onda d’urto di Hydra e quanti altri nomi di palazzo finiranno nei verbali del superpentito? Scrivetelo nei commenti e seguite la storia: se crolla questo muro di omertà, può cambiare la mappa dei rapporti tra mafia e politica in Italia.