Appalti truccati e fondi neri: 26 indagati tra Difesa, RFI, Terna e Polo Strategico Nazionale. Il maxi blitz nato dal caso Sogei
Dopo il referendum in cui gli italiani hanno detto no alla “protezione” della Costituzione, su Roma è esplosa una bomba giudiziaria che scuote lo Stato nel cuore: la Guardia di Finanza, su mandato della Procura capitolina, ha perquisito gli uffici del ministero della Difesa, di Terna, di Rete Ferroviaria Italiana e del Polo Strategico Nazionale nell’ambito di una vasta inchiesta su appalti informatici pilotati e presunti fondi neri. Nel registro degli indagati figurano 26 persone, tra generali, dirigenti pubblici e imprenditori, accusati a vario titolo di corruzione, riciclaggio, autoriciclaggio, turbativa d’asta e traffico di influenze illecite. L’indagine nasce dal caso Sogei, la società informatica del ministero dell’Economia, dove già nel 2024 l’ex direttore generale Paolino Iorio era stato arrestato in flagrante mentre intascava una mazzetta da 15 mila euro per condizionare un appalto da 1,6 milioni di euro nel settore cybersecurity. Da quel filone, i pm romani hanno ricostruito un presunto sistema criminale basato su fatture per operazioni inesistenti, creato per generare fondi neri da riciclare in contanti, orologi di lusso e pagamenti corruttivi capaci di orientare gare pubbliche strategiche, fino ad aprire le porte di ministeri e grandi partecipate come Terna, RFI e il Polo Strategico Nazionale. Nel decreto di perquisizione emerge il ruolo centrale dell’imprenditore romano Francesco Dattola e di una rete di intermediari in grado di incidere sui processi decisionali delle amministrazioni, a partire dal ministero della Difesa, che paradossalmente è stato anche il primo a segnalare alcune anomalie e oggi assicura “pieno supporto” alla magistratura, promettendo la massima severità verso eventuali responsabili interni. Se le accuse saranno confermate, ci troveremmo davanti a un caso simbolo: mentre il Paese discute di sovranità digitale e sicurezza nazionale, una parte degli appalti per difesa e infrastrutture critiche sarebbe stata trasformata in un bancomat occulto per pochi, a colpi di mazzette e gare truccate. #Sogei #corruzione #GuardiaDiFinanza #ministeroDifesa #appaltipubblici