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gunpress
2 ore fa
"Guarda, c'è una dichiarazione agghiacciante del procuratore aggiunto del dipartimento di della giustizia, presidente, viceministro, chiamiamolo semplifichiamo, il quale ieri... "Guarda, c'è una dichiarazione agghiacciante del procuratore aggiunto del dipartimento di della giustizia, presidente, viceministro, chiamiamolo semplifichiamo, il quale ieri ha detto 'Abbiamo non abbiamo diffuso tra i documenti pubblicati alcune immagini che riguardano morte, violenze fisiche e ferite'. Morte. Cosa vuol dire questo? Tu quando tu prendi queste dichiarazioni, le colleghi a altre email che sono uscite, in cui ce n'è una ce n'è una che diceva 'Jeff, ho qui un bambino, cioè, cosa vuoi che faccia? Che lo torturi o che lo uccida?'. Quando tu vedi un documentario come le Survivant, le sopravvissute, uscite in Francia un paio di anni fa, che racconta le testimonianze di bambine sopravvissute a questi orribili riti in cui praticamente uccidono o fanno fare combattimenti ai ragazzini, tu ti dici e trovi riscontri in questa dichiarazione ufficiale che dice 'Non vi diffondiamo le immagini di morte', vuol dire che riprendevano le uccisioni, perché cos'altro vuol dire questo?
Eh, sì.
Cos'altro vuol dire? Cioè, non è che abbiamo l'anello al naso, no? Nel senso che non siamo ingenui. E allora, e questo dovrebbe essere l'argomento principale sui media. Prendere, ma che razza di élite erano queste o sono queste?
Sono.
Che cosa hanno fatto? Perché nessuno di questi mostri è stato fino a oggi inquisito, processato e sbattuto in galera? Perché c'è un'omertà di fondo che ha coperto Jeffrey Epstein e tutta la sua cricca che è sconcertante. Allora, anche questo silenzio mediatico su questo aspetto della vicenda dovrebbe farci riflettere e inorridire."
Nel frammento audio l’oratore commenta una dichiarazione di un procuratore del Dipartimento di Giustizia che ammette l’esistenza di immagini non diffuse che mostrano morti, violenze fisiche e ferite, collegandole alle rivelazioni sul caso Epstein. Richiama email disturbanti e un documentario francese sulle sopravvissute a riti violenti su minori per sostenere che le élite coinvolte avrebbero compiuto crimini gravissimi, filmati e poi occultati. Denuncia infine il silenzio mediatico e l’omertà che, a suo dire, hanno protetto Jeffrey Epstein e la sua cerchia dall’essere perseguiti e incarcerati. #jeffreyepstein continua a leggere
Se vi ricordate dei Black Block, quelli che non vengono mai identificati, mai fermati e che puntualmente compaiono solo quando... Se vi ricordate dei Black Block, quelli che non vengono mai identificati, mai fermati e che puntualmente compaiono solo quando governa la destra, dovremmo farci sempre una domanda fondamentale: il caos e la violenza a chi giovano davvero? Perché servono sempre allo stesso scopo: delegittimare le manifestazioni, oscurarne le ragioni, criminalizzare chi protesta. E allora diciamolo chiaramente: se il governo dei cosiddetti sovranisti fosse davvero dalla parte delle forze dell’ordine, uno, non sarebbe rimasto in silenzio davanti alle minacce di un soldato dell’esercito israeliano che ha fatto scendere due carabinieri italiani dalla loro auto, li ha fatti inginocchiare, umiliati e minacciati con un fucile puntato alla testa. Uno Stato sovrano non abbassa lo sguardo davanti a una scena del genere. Due: avrebbe già individuato e fermato le decine di criminali che, manifestazione dopo manifestazione, si infiltrano con un solo obiettivo: provocare scontri per far sparire nei titoli dei telegiornali il senso stesso della protesta. Tre: aumenterebbe gli stipendi alle forze dell’ordine, invece di buttare miliardi e miliardi di euro in piani di riarmo che sono pura speculazione finanziaria a vantaggio della finanza statunitense che controlla le industrie belliche o di sprecarli in opere inutili come il ponte sullo Stretto, mentre in Italia basta una pioggia un po’ più forte perché ci scappi il morto. Per questo bisogna dirlo senza ipocrisie: la violenza non è mai casuale e quando viene tollerata o, peggio, ignorata, serve sempre qualcuno che sta al potere, mai chi scende in piazza continua a leggere
Muore a 41 anni la principale accusatrice nel caso Jeffrey Epstein e Virginia Giuffre si suicida nella sua casa in... Muore a 41 anni la principale accusatrice nel caso Jeffrey Epstein e Virginia Giuffre si suicida nella sua casa in Australia. Secondo la polizia, i primi rilievi indicano che il decesso non è sospetto. La morte non è oggetto di indagine da parte degli investigatori. Eppure Virginia Giuffre aveva più volte dichiarato di temere per la propria incolumità e, giusto un mese prima della morte, era stata coinvolta in un incidente stradale. Un autobus avrebbe colpito il suo mezzo a oltre 100 km/h. Virginia però sopravvive e finisce in ospedale con un’insufficienza renale. Il 30 marzo Giuffre pubblica un post su Instagram dove afferma che i medici le hanno dato solo 4 giorni di vita. Nonostante quindi il miracoloso salvataggio dall’incidente, secondo gli inquirenti Virginia avrebbe deciso di togliersi la vita, lasciando senza madre i suoi due adorati figli. Virginia Giuffre era la testimone chiave nel processo contro Jeffrey Epstein. Nel 2015 aveva avviato un’azione legale contro il miliardario, poiché vittima del traffico di esseri umani gestito da Epstein e sua moglie. A soli 16 anni era infatti stata adescata da Ghislaine Maxwell e venduta come schiava sessuale agli amici potenti del miliardario. Fra questi spiccavano i nomi del principe Andrea e dell’agente di modelle francese Jean-Luc Brunel. Brunel è morto suicida in cella nel 2022, mentre lo scandalo generato dalle accuse di Giuffre aveva fatto tremare tutta la famiglia reale inglese. Andrea, terzogenito di Elisabetta II e fratello dell’attuale re Carlo III, aveva perso la causa contro Giuffre ed era stato costretto a pagare un risarcimento stellare. Il principe ha però continuato a negare tutte le accuse e non è mai stato chiaro se i 21 milioni che aspettavano a Virginia Giuffre siano mai arrivati a destinazione. Nel frattempo il Dipartimento di Giustizia americano ha iniziato a desecretare i documenti relativi ai clienti di Epstein, mentre il suo avvocato continua a sostenere come il miliardario sia stato ucciso e che non si sia suicidato in prigione nel 2019. Resta il fatto che 6 anni fa Giuffre aveva dichiarato di non avere alcuna intenzione di suicidarsi. “Se mi dovesse succedere qualcosa per il bene della mia famiglia, non lasciate che questo venga dimenticato e aiutatemi a proteggerli.” #jeffreyepstein continua a leggere
Intervista in cui Rula Jebreal, da New York, spiega ad Alessandro Di Battista perché il caso Jeffrey Epstein è “lo... Intervista in cui Rula Jebreal, da New York, spiega ad Alessandro Di Battista perché il caso Jeffrey Epstein è “lo scandalo del secolo” e come sia stato oscurato dai media tradizionali.
I punti principali:
Jeffrey Epstein non nasce come finanziere: era un insegnante di scuola elementare che, in modo poco trasparente, diventa miliardario e viene condannato nel 2010 per una vasta rete di traffico sessuale e pedofilia. Tra il 2010 e il 2019 emergono dai file giudiziari elementi che, secondo Jebreal, mostrano Epstein come un agente del Mossad israeliano, che usa la sua isola privata per invitare potenti del mondo (presidenti Usa come Bill Clinton, ex premier israeliano Ehud Barak, ecc.) e comprometterli.
Epstein procurava ragazzine minorenni a politici, miliardari e personaggi influenti, filmando tutto per fini di ricatto; non è chiaro se il materiale sia solo in mano all’FBI o anche a servizi segreti stranieri, e Jebreal collega questo sistema di ricatti al sostegno statunitense a Israele nonostante le gravi criticità sociali interne agli USA. Jebreal descrive la pratica del Mossad di usare ricatti sessuali, testata prima nei Territori occupati contro palestinesi, spesso persone LGBT reclutate tramite materiale compromettente con il classico “o collabori o ti distruggiamo socialmente”. Intorno a Epstein ruoterebbe, secondo la ricostruzione, una rete di uomini ricchissimi ebrei americani e non solo (tra cui Larry Summers, Alan Dershowitz), alcuni accusati direttamente da vittime di stupri quando queste erano minorenni, e comunque attivi nel difendere Netanyahu e lo Stato di Israele anche sul piano mediatico e giudiziario. Viene raccontata la storia di Virginia Giuffre, tra le prime vittime a denunciare Epstein, il principe Andrew e altri, che dopo aver vinto cause legali è stata trovata morta in quello che è stato classificato come suicidio, nonostante lei avesse scritto pubblicamente che non si sarebbe mai suicidata; Jebreal collega questa morte e quella di altre vittime a un possibile insabbiamento. Secondo Jebreal, Epstein è il gestore di una rete globale di pedofili seriali al servizio soprattutto del Mossad, usata per ricattare politici e mantenere un sostegno costante a Israele; Di Battista chiude osservando che altrimenti è difficile spiegare un appoggio “a volte suicida” degli Stati Uniti a Israele, sia sotto Trump che sotto Biden. #JeffreyEpstein continua a leggere
Black bloc e gruppi incappucciati vengono spesso usati come arma narrativa: la destra di governo sfrutta le loro azioni per... Black bloc e gruppi incappucciati vengono spesso usati come arma narrativa: la destra di governo sfrutta le loro azioni per criminalizzare l’intero dissenso, mentre da anni emergono dubbi e denunce su infiltrazioni e presenze dell’estrema destra dentro o accanto a questi spezzoni violenti. Quante volte abbiamo visto la stessa scena?
Migliaia di persone in piazza, pacifiche, famiglie, studenti, lavoratori. Poi arrivano i soliti cento incappucciati, spaccano tutto, bruciano cassonetti, attaccano le forze dell’ordine e il giorno dopo i titoli parlano solo di loro. continua a leggere
La Germania volta le spalle agli Stati Uniti Mentre Washington alza muri fatti di dazi e minacce, Berlino sembra guardare... La Germania volta le spalle agli Stati Uniti
Mentre Washington alza muri fatti di dazi e minacce, Berlino sembra guardare sempre più a Est, cercando nuovi equilibri energetici ed economici direttamente con la Russia.
Non è solo una mossa di politica estera: è il segnale che l’Europa non vuole più restare ostaggio degli umori americani e prova a difendere i propri interessi strategici.
💬 Se la Germania sceglie il dialogo con Mosca, per molti è tradimento dell’alleanza atlantica, per altri è semplice realismo: chiudere i ponti con la Russia ha un costo enorme per industria, lavoro e bollette.
❓Domanda: è il momento per l’Europa di affrancarsi dagli Stati Uniti e trattare da sola con la Russia, o è un rischio troppo grande sul piano della sicurezza? Scrivilo nei commenti. continua a leggere
💥 «La Grazia», il nuovo film di Paolo Sorrentino con Toni Servillo, sta già facendo discutere. Si vocifera che la... 💥 «La Grazia», il nuovo film di Paolo Sorrentino con Toni Servillo, sta già facendo discutere.
Si vocifera che la famiglia del regista abbia provato a bloccarne la diffusione per i contenuti troppo personali e scomodi, ma il film ha comunque iniziato a circolare in rete.
Ambientato tra i palazzi del potere e i dilemmi morali di un Presidente della Repubblica, «La Grazia» mette insieme fede, politica, memoria e colpa in uno dei racconti più intensi di Sorrentino.
🎬 Ufficialmente la distribuzione è limitata alle sale, ma online girano già spezzoni e copie complete “non proprio autorizzate”.
🔎 Chi vuole davvero vederlo… sa già dove cercare.
👉 Domanda: fino a che punto è giusto che una famiglia possa “censurare” un’opera d’arte quando entra nel territorio del privato? Scrivetelo nei commenti. continua a leggere
La narrazione che Mussolini abbia fatto "cose buone" spesso si basa su falsità o miti, tra cui le bonifiche integrali... La narrazione che Mussolini abbia fatto "cose buone" spesso si basa su falsità o miti, tra cui le bonifiche integrali (iniziate prima e proseguite dopo il fascismo), la creazione della tredicesima (limitata inizialmente solo agli impiegati dell'industria), o il presunto mancato razzismo, smentito dalle leggi del 1938. Il regime coloniale utilizzò armi chimiche e il sistema assistenziale fu legato al partito continua a leggere
🔥 ALESSANDRO BARBERO ATTACCATO per il suo VIDEO sul NO al referendum sulla giustizia! Le critiche? Nascondono solo TIMORI. Perché... 🔥 ALESSANDRO BARBERO ATTACCATO per il suo VIDEO sul NO al referendum sulla giustizia! Le critiche? Nascondono solo TIMORI. Perché fa così paura uno storico che spiega i FATTI?
Nel video (che continuano a CENSURARE su Meta con pretesti di "fact checking"), Barbero smonta la riforma Nordio:
Non è vera separazione carriere (già esiste).
Colpisce il CSM voluto dai Costituenti, riducendolo a organo politico.
Sorteggio togati + nomine governative = MAGISTRATURA al servizio del POTERE!
"I padri costituenti sapevano: giudici e PM indipendenti dalla politica sono garanzia di DEMOCRAZIA". Voterò NO per questo! continua a leggere
Dopo giorni di riflessioni e incertezze, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha deciso di non aderire al “Board of... Dopo giorni di riflessioni e incertezze, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha deciso di non aderire al “Board of Peace”, il comitato internazionale promosso da Donald Trump per gestire la transizione nella Striscia di Gaza. La decisione arriva dopo un periodo di valutazioni complesse: da un lato, la volontà di partecipare a un progetto di stabilizzazione internazionale; dall’altro, le perplessità sulle modalità operative del comitato, giudicate da Palazzo Chigi poco trasparenti e potenzialmente in contrasto con i principi costituzionali italiani. Una scelta che segna una presa di distanza prudente da un’iniziativa ancora avvolta da molte ambiguità. continua a leggere
Nicola Gratteri, attuale Procuratore di Napoli e figura di spicco nella lotta alla 'ndrangheta, vive sotto scorta dal 1989 e... Nicola Gratteri, attuale Procuratore di Napoli e figura di spicco nella lotta alla 'ndrangheta, vive sotto scorta dal 1989 e dedica la sua carriera a contrastare i legami tra mafie e istituzioni, sostenendo che le mafie si evolvano relazionandosi con il potere e la politica. Spesso critico verso le riforme giudiziarie, come quelle sulle intercettazioni, è noto per le sue posizioni decise. continua a leggere
Referendum: raggiunte le 500mila firme contro la riforma Nordio! La raccolta firme ha superato la soglia necessaria per avviare il... Referendum: raggiunte le 500mila firme contro la riforma Nordio!
La raccolta firme ha superato la soglia necessaria per avviare il referendum abrogativo sulla riforma Nordio. Ora si apre la fase successiva: dalla possibile modifica dei quesiti fino al ricorso alla Consulta, che dovrà valutare l’ammissibilità del referendum.
L’obiettivo? Riportare la voce dei cittadini al centro del dibattito sulla giustizia e sul ruolo della magistratura.
Nei prossimi giorni si deciderà il calendario, mentre cresce il confronto politico e mediatico su un tema che potrebbe cambiare profondamente l’equilibrio tra poteri dello Stato.
Cosa ne pensi? Il referendum può davvero fermare la riforma Nordio?
#Referendum #RiformaNordio #Giustizia #Consulta #PoliticaItaliana #Attualità #Democrazia #Italia continua a leggere
I primi militari europei, tra cui francesi specialisti di alta montagna, sono sbarcati oggi a Nuuk in Groenlandia per l'operazione... I primi militari europei, tra cui francesi specialisti di alta montagna, sono sbarcati oggi a Nuuk in Groenlandia per l'operazione NATO Arctic Endurance, volta a rafforzare la presenza alleata nell'Artico contro minacce russe, cinesi e tensioni con gli USA di Trump.
Operazione Arctic Endurance
L'operazione, promossa dalla Danimarca (di cui la Groenlandia è territorio autonomo), coinvolge 8 paesi NATO e mira a testare la "resistenza artica" con sorveglianza marittima, protezione infrastrutture e assistenza locale.
Si tratta di contingenti ridotti ma simbolici: circa 15 francesi già arrivati, seguiti da Svezia, Norvegia, Germania (13 Bundeswehr), Finlandia, Olanda, UK ed Estonia.
Contesto Geopolitico
La missione risponde alle mire di Russia e Cina sull'Artico e alle reiterate pretese del presidente USA Donald Trump sull'isola, vista come strategica per risorse e posizione.
Mosca accusa la NATO di militarizzare la zona con pretesti, mentre l'Italia di Meloni esclude invio di truppe, lasciando coordinamento a NATO.
Cosa Succede Ora
L'esercitazione dura pochi giorni (giovedì-sabato), con test di capacità in climi polari, ma segna un "segnale politico forte" europeo contro minacce esterne.
#Groenlandia #NATO #ArcticEndurance #Artico #Geopolitica #Trump #DifesaEuropea. continua a leggere
Oggi come socio desidero condividere con tutte e tutti un dato davvero incoraggiante: la raccolta di firme per l’iniziativa “Id... Oggi come socio desidero condividere con tutte e tutti un dato davvero incoraggiante: la raccolta di firme per l’iniziativa “Id iniziativa: 5400034 – Raccolta di almeno 500.000 firme per il referendum confermativo del testo della legge costituzionale” sta registrando un’adesione straordinaria.
Ad oggi abbiamo raggiunto una partecipazione stimata intorno al 90% dell’obiettivo, un risultato che dimostra quanto le cittadine e i cittadini sentano propria questa battaglia di democrazia e di tutela della Costituzione.
Come socio sono orgoglioso di far parte di una comunità viva, informata e pronta ad attivarsi per difendere i principi fondamentali del nostro ordinamento. Questo livello di affluenza alla sottoscrizione non è solo un numero: è la prova concreta che esiste un paese che vuole contare, scegliere e partecipare, soprattutto quando si tratta di riforme costituzionali destinate a incidere profondamente sull’ordinamento della magistratura.
Continuiamo a parlarne, a firmare e a far firmare: il traguardo delle 500.000 firme è sempre più vicino e ogni nuova adesione rafforza la nostra voce collettiva in vista del referendum confermativo. #comunita #democrazia # continua a leggere
Il Governo la chiama “riforma della giustizia” perché vuole prendere in giro i cittadini. In realtà, quella che sarà sottoposta... Il Governo la chiama “riforma della giustizia” perché vuole prendere in giro i cittadini. In realtà, quella che sarà sottoposta al referendum popolare è la riforma della magistratura: uno stravolgimento della Costituzione che punta a indebolire giudici e pubblici ministeri di fronte alla politica e a pochi potenti. Una verità che si è lasciato scappare anche il Ministro Nordio.
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034?fbclid=IwY2xjawPAkFtleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBvWTZjZEpKdEtMUVNOVDBsc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHomkf1wwHvHf3UJ23J0btvv7tckhzKEKZkQJvC6uqFprpjSUT-x2GycdxCUs_aem_rbztgp_rcQeaPJSLV71WYQ
La riforma spacca la magistratura e allunga le mani della politica al suo interno, rendendola di fatto inoffensiva verso i potenti che vogliono essere intoccabili. Al contrario, per i cittadini comuni c’è il rischio concreto di essere meno tutelati nelle indagini e nei processi.
La raccolta firme in corso è una grande occasione per dare un segnale forte contro questa riforma Nordio, che non cambia nulla sulle gravi inefficienze della giustizia, ma punta solo a creare una giustizia a due velocità: potenti intoccabili, cittadini con meno garanzie.
Bastano 2 minuti del tuo tempo per dire che vogliamo una giustizia uguale per tutti. Per dire no a un Governo che vuole accelerare i tempi del referendum per non permettere al fronte del No di informare i cittadini e crescere, mentre la sua propaganda continua a diffondere notizie false sui contenuti di questa riforma.
In questa sezione puoi visualizzare il numero delle firme raccolte a livello nazionale per la specifica iniziativa referendaria; per avere l’evidenza della distribuzione delle firme raccolte per singola regione, scorri la cartina con il mouse o cerca la regione nell’elenco.