Milano, Torino e Bologna: scontri con la polizia, lanci di oggetti, barricate, lacrimogeni e decine di fermati. Agenti feriti e danneggiamenti nelle vie centrali.
A Roma la manifestazione Cgil “La Via Maestra” si è svolta senza criticità, con 25.000 presenze. Landini ha annunciato lo sciopero generale del 20 novembre.
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Lavoratori, studenti e sindacati stanno mobilitandosi in tutto il continente contro il caro vita, i tagli ai servizi pubblici, la precarietà e le politiche di austerità.
Quando governano le destre ci sono sempre scioperi e manifestazioni: non è casualità, ma la risposta sociale a politiche che colpiscono salari, servizi, scuola e diritti.
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Conservare file, documenti, foto e backup su un computer locale può essere una soluzione più economica e flessibile rispetto all’acquisto di un NAS preconfigurato o all’utilizzo esclusivo dei servizi cloud. Per trasformare un normale computer in un server di archiviazione è possibile utilizzare TrueNAS, un sistema operativo progettato per gestire lo storage in rete.
TrueNAS offre strumenti per condividere file, creare backup, proteggere i dati con snapshot e replicazione, eseguire applicazioni e gestire macchine virtuali. Il sistema è particolarmente interessante per utenti esperti, professionisti, aziende e amministratori di rete che desiderano avere un maggiore controllo sull’infrastruttura.
Che cos’è TrueNAS?
TrueNAS è un sistema operativo per NAS, cioè un dispositivo di archiviazione collegato alla rete. Può essere installato su un computer dedicato e utilizzato per mettere a disposizione file e servizi a tutti i dispositivi autorizzati.
La piattaforma si basa sulla tecnologia OpenZFS, un file system pensato per garantire integrità dei dati, gestione avanzata dello storage, snapshot, compressione, controlli di consistenza e replicazione. La documentazione ufficiale di TrueNAS descrive pool, dataset, vdev, snapshot e replicazione come componenti fondamentali dell’architettura ZFS.
A differenza di un semplice disco USB, un sistema TrueNAS può:
-
Condividere cartelle in rete.
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Gestire utenti e permessi.
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Eseguire backup automatici.
-
Creare copie istantanee dei dati.
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Controllare lo stato dei dischi.
-
Ospitare applicazioni e container.
-
Eseguire macchine virtuali.
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Replicare i dati su un secondo server.
TrueNAS Community Edition
Per gli utenti domestici, gli appassionati e molte piccole aziende, l’edizione più interessante è TrueNAS Community Edition. Si tratta della versione gratuita e open source, installabile su hardware compatibile.
TrueNAS deve essere installato come sistema operativo dedicato, non come una normale applicazione da eseguire all’interno di Windows. È quindi consigliabile utilizzare un computer destinato esclusivamente alla gestione dello storage, con dischi affidabili, sufficiente memoria RAM e una buona ventilazione.
La piattaforma può essere impiegata per:
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NAS domestici.
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Server per backup.
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Archivi fotografici e video.
-
Storage per uffici.
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Server multimediali.
-
Laboratori virtuali.
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Ambienti Docker e applicazioni self-hosted.
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Repository per file di siti web e progetti software.
TrueNAS e OpenZFS
Il cuore di TrueNAS è OpenZFS. Per comprendere il funzionamento del sistema è utile conoscere alcuni concetti di base.
Pool
Un pool è il contenitore principale che raggruppa i dischi e rende disponibile lo spazio di archiviazione. Un pool può essere composto da uno o più vdev.
Vdev
Il vdev è il gruppo logico di dischi utilizzato da ZFS. Può essere configurato, tra le altre possibilità, come mirror, RAIDZ1, RAIDZ2 o RAIDZ3.
La scelta dipende dal numero di dischi, dalla capacità desiderata e dal livello di protezione necessario:
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Mirror: i dati vengono duplicati su due o più dischi.
-
RAIDZ1: tollera il guasto di un disco.
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RAIDZ2: tollera il guasto contemporaneo di due dischi.
-
RAIDZ3: tollera il guasto contemporaneo di tre dischi.
La ridondanza non sostituisce il backup. Se un file viene cancellato accidentalmente, cifrato da un ransomware o danneggiato da un errore dell’utente, la presenza di più dischi non garantisce da sola il recupero.
Dataset
Un dataset è simile a una cartella, ma dispone di proprietà ZFS indipendenti. È possibile creare dataset separati per documenti, backup, video, macchine virtuali e applicazioni, assegnando a ciascuno permessi, quote, compressione e snapshot differenti.
Snapshot
Gli snapshot sono copie istantanee dello stato di un dataset in un determinato momento. Consentono di recuperare versioni precedenti dei file senza dover duplicare completamente tutti i dati.
Per esempio, si possono creare snapshot:
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Ogni ora per i dati di lavoro.
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Ogni giorno per i documenti importanti.
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Ogni settimana per gli archivi.
-
Prima di aggiornare un’applicazione o modificare una configurazione.
Cosa si può fare con TrueNAS?
Condivisione dei file
TrueNAS permette di creare cartelle condivise accessibili da computer Windows, Linux e macOS. Tra i protocolli più utilizzati ci sono SMB e NFS.
SMB è generalmente indicato per:
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PC Windows.
-
Reti aziendali miste.
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Condivisione di documenti e cartelle.
-
Gestione degli accessi tramite utenti e gruppi.
NFS è spesso utilizzato in ambienti Linux, server web, hypervisor e infrastrutture tecniche.
Backup centralizzati
Un NAS TrueNAS può diventare il punto centrale per i backup di computer, server, smartphone e altri dispositivi. È possibile organizzare i dati in dataset distinti e applicare strategie diverse in base all’importanza delle informazioni.
Una configurazione efficace può prevedere:
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Backup locali automatici.
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Snapshot periodici sul server TrueNAS.
-
Replica su un secondo dispositivo.
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Una copia esterna o nel cloud.
-
Verifica periodica del ripristino.
La regola più conosciuta è la strategia 3-2-1: almeno tre copie dei dati, su due supporti differenti, con una copia conservata in un luogo diverso.
Server multimediale
TrueNAS può essere utilizzato come archivio per film, musica, fotografie e video. In base all’hardware e alle applicazioni installate, può ospitare servizi multimediali accessibili dalla rete locale o, con un’adeguata configurazione di sicurezza, anche da remoto.
È importante considerare le risorse necessarie per la transcodifica video. Se il server deve convertire i filmati in tempo reale, la CPU o la GPU devono essere sufficientemente potenti.
Applicazioni e container
TrueNAS SCALE include funzionalità per eseguire applicazioni, container e macchine virtuali. La documentazione ufficiale contiene sezioni dedicate alla gestione di container e macchine virtuali.
Questo permette di ospitare servizi come:
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Nextcloud.
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Server web.
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Database.
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Sistemi di monitoraggio.
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Home Assistant.
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Git server.
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Applicazioni basate su Docker.
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Strumenti per la gestione dei progetti.
L’esecuzione delle applicazioni direttamente sul NAS è comoda, ma bisogna evitare di sovraccaricare il sistema. Un server utilizzato contemporaneamente per storage, virtualizzazione, transcodifica e numerosi container necessita di hardware adeguato.
Macchine virtuali
TrueNAS può eseguire macchine virtuali con sistemi operativi differenti. Una macchina virtuale dispone di risorse virtualizzate come processore, memoria, disco e interfaccia di rete.
Le macchine virtuali sono utili per:
-
Testare distribuzioni Linux.
-
Eseguire vecchi applicativi.
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Creare ambienti di sviluppo isolati.
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Gestire servizi che richiedono un sistema operativo completo.
-
Separare diversi ambienti di lavoro.
Rispetto ai container, le macchine virtuali offrono un isolamento maggiore, ma richiedono più risorse hardware. La documentazione TrueNAS specifica che la memoria e lo spazio assegnati a una macchina virtuale non sono disponibili per il sistema host o per le altre VM mentre questa è in esecuzione
TrueNAS SCALE o TrueNAS CORE?
TrueNAS ha avuto diverse edizioni e tecnologie di base. Oggi, chi deve realizzare una nuova installazione dovrebbe verificare attentamente la documentazione e le note della versione disponibile, perché il progetto è in continua evoluzione.
TrueNAS SCALE è la variante basata su Linux e viene utilizzata per scenari che includono storage, applicazioni, container e virtualizzazione. La documentazione ufficiale include guide dedicate all’installazione, alla configurazione e alla migrazione da versioni precedenti.
| Caratteristica | TrueNAS SCALE | TrueNAS CORE |
|---|---|---|
| Sistema di base | Linux | FreeBSD |
| Storage OpenZFS | Sì | Sì |
| Applicazioni e container | Ampio supporto | Più limitato rispetto a SCALE |
| Virtualizzazione | Disponibile | Disponibile con differenze di piattaforma |
| Nuove installazioni | Da valutare secondo la versione corrente | Destinato soprattutto a installazioni esistenti e casi specifici |
| Gestione | Interfaccia web | Interfaccia web |
Prima di migrare da una versione all’altra è fondamentale leggere le istruzioni ufficiali, verificare la compatibilità dell’hardware e avere un backup completo dei dati.
Requisiti hardware
TrueNAS può funzionare su hardware standard x86, ma la scelta dei componenti è importante. Un server NAS deve lavorare in modo continuo e deve quindi essere costruito con attenzione.
Sono particolarmente importanti:
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Memoria RAM sufficiente.
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Dischi progettati per l’uso previsto.
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Controller compatibile.
-
Scheda di rete affidabile.
-
Alimentatore adeguato.
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Raffreddamento efficace.
-
Gruppo di continuità, se possibile.
-
Dispositivo separato per il sistema operativo.
La guida hardware ufficiale di TrueNAS fornisce indicazioni su CPU, memoria, dischi, controller, raffreddamento e configurazione del sistema.
Per un piccolo NAS domestico possono essere sufficienti configurazioni relativamente contenute, mentre virtualizzazione, container, database e applicazioni intensive richiedono più RAM e una CPU più potente.
Installazione e configurazione iniziale
L’installazione di TrueNAS prevede generalmente questi passaggi:
-
Scaricare l’immagine di installazione dal sito ufficiale.
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Preparare una chiavetta USB avviabile.
-
Avviare il computer dalla chiavetta.
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Installare TrueNAS su un dispositivo dedicato.
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Configurare l’indirizzo IP del server.
-
Accedere all’interfaccia web da un altro computer.
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Creare il pool di storage.
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Creare dataset e utenti.
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Configurare le condivisioni di rete.
-
Impostare snapshot, backup e notifiche.
La documentazione ufficiale propone una procedura guidata per l’installazione e la configurazione iniziale del sistema.
È consigliabile non rendere immediatamente l’interfaccia amministrativa accessibile da Internet. Per l’accesso remoto è preferibile utilizzare una VPN, autenticazione robusta e regole firewall restrittive.
Sicurezza e protezione dei dati
Un NAS contiene spesso informazioni personali, documenti di lavoro e copie di altri dispositivi. La sicurezza deve quindi essere considerata già durante la configurazione iniziale.
Le principali precauzioni sono:
-
Utilizzare password lunghe e uniche.
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Creare account individuali per ogni utente.
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Evitare di utilizzare sempre l’account amministratore.
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Limitare i permessi alle sole cartelle necessarie.
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Disattivare i servizi inutilizzati.
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Mantenere TrueNAS aggiornato.
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Configurare notifiche per errori e guasti.
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Non esporre direttamente l’interfaccia web su Internet.
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Utilizzare snapshot contro cancellazioni e ransomware.
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Conservare almeno una copia dei dati fuori dal NAS.
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Verificare periodicamente che i backup siano realmente ripristinabili.
Anche uno storage configurato con RAIDZ o mirror può subire guasti, errori software, furti, incendi o attacchi informatici. La ridondanza migliora la disponibilità, mentre il backup protegge il recupero dei dati.
TrueNAS conviene?
TrueNAS è una soluzione interessante per chi desidera personalizzazione, controllo e funzionalità avanzate. È particolarmente adatto a utenti con competenze tecniche, amministratori di sistema, professionisti e aziende che vogliono costruire un’infrastruttura su misura.
I principali vantaggi sono:
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Software open source.
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Gestione avanzata con OpenZFS.
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Snapshot e replicazione.
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Condivisione file tramite più protocolli.
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Supporto per applicazioni e virtualizzazione.
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Interfaccia web completa.
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Possibilità di utilizzare hardware standard.
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Grande flessibilità di configurazione.
Esistono però anche alcuni aspetti da valutare:
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Richiede una corretta progettazione dello storage.
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Non tutti i computer sono adatti a un funzionamento continuo.
-
La gestione di ZFS richiede conoscenze specifiche.
-
Un errore nella configurazione dei dischi può causare perdita di dati.
-
Il consumo energetico può essere superiore a quello di un NAS preassemblato.
-
Aggiornamenti e applicazioni devono essere gestiti con attenzione.
Conclusione
TrueNAS è molto più di un semplice sistema per condividere file in rete. Grazie a OpenZFS, snapshot, replicazione, applicazioni, container e macchine virtuali, può diventare il centro di una piccola infrastruttura domestica o aziendale.
La configurazione ideale dipende dall’utilizzo: un archivio fotografico richiede esigenze diverse rispetto a un server per macchine virtuali o a un ambiente Docker. Prima di installare TrueNAS è quindi importante valutare hardware, numero di utenti, dati da proteggere, livello di ridondanza e strategia di backup.
La scelta più importante non è soltanto quanti terabyte installare, ma come organizzare, proteggere e ripristinare i dati nel tempo.
Altro..
L’intelligenza artificiale può scrivere testi, creare immagini, riassumere documenti, generare codice, tradurre contenuti e aiutare a risolvere numerosi problemi. Tuttavia, la qualità della risposta dipende spesso dal modo in cui viene formulata la richiesta.
La frase che si inserisce in uno strumento di AI viene chiamata prompt. Un prompt non è soltanto una domanda: è un’istruzione che fornisce all’intelligenza artificiale le informazioni necessarie per comprendere l’obiettivo e produrre un risultato utile.
Un prompt chiaro riduce le risposte generiche, limita le incomprensioni e permette di ottenere risultati più vicini alle proprie aspettative.
Che cos’è un prompt?
Un prompt è il testo, la domanda o l’insieme di istruzioni che comunichiamo a un sistema di intelligenza artificiale.
Per esempio, un prompt molto generico potrebbe essere:
Scrivi un articolo sulla tecnologia.
La richiesta è comprensibile, ma lascia all’AI molte domande senza risposta:
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Quale argomento tecnologico deve essere trattato?
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A chi è destinato l’articolo?
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Quale tono bisogna utilizzare?
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Quanto deve essere lungo il testo?
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Deve essere ottimizzato per i motori di ricerca?
-
Quali parole chiave devono essere inserite?
-
In quale formato deve essere presentato?
Più informazioni vengono fornite, più sarà facile ottenere un risultato preciso.
L’esempio del pane
Per capire l’importanza dei dettagli, immaginiamo di chiedere a un bambino:
Vai a comprare il pane.
Il bambino potrebbe non sapere dove andare, quale pane acquistare, quanto comprarne, quanto deve essere cotto, come pagare o dove tornare. La richiesta è troppo vaga e il risultato potrebbe non essere quello desiderato.
Una consegna più efficace sarebbe:
Vai in via Roma 2, entra nel panificio vicino alla farmacia, compra un pezzo di pane da circa 500 grammi, non troppo cotto. Pagalo con i soldi che ti ho dato, controlla il resto e torna direttamente a casa.
Questa seconda istruzione è migliore perché contiene:
-
La destinazione: via Roma 2.
-
Il luogo preciso: il panificio vicino alla farmacia.
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Il prodotto: un pezzo di pane.
-
La quantità: circa 500 grammi.
-
Una caratteristica: non troppo cotto.
-
L’azione da compiere: pagare e controllare il resto.
-
Il risultato finale: tornare a casa.
Lo stesso principio vale quando si parla con l’intelligenza artificiale. Non è sufficiente indicare genericamente ciò che si desidera: bisogna fornire il contesto e specificare il risultato atteso.
Gli elementi di un prompt efficace
Un prompt ben costruito può essere organizzato in cinque elementi principali.
1. Il ruolo
Indica quale ruolo deve assumere l’intelligenza artificiale.
Esempi:
-
“Agisci come un esperto di SEO.”
-
“Comportati come uno sviluppatore PHP senior.”
-
“Assumi il ruolo di un insegnante di matematica.”
-
“Rispondi come un copywriter specializzato in e-commerce.”
Il ruolo aiuta l’AI ad adottare il livello di competenza, il linguaggio e il punto di vista più adatti.
2. Il contesto
Spiega le informazioni necessarie per comprendere la situazione.
Per esempio:
Gestisco un negozio online che vende prodotti per la casa. Il pubblico principale è composto da persone tra i 30 e i 60 anni che cercano soluzioni pratiche e convenienti.
Senza questo contesto, l’intelligenza artificiale potrebbe produrre un testo troppo generico o non adatto al pubblico.
3. L’obiettivo
Descrivi con precisione ciò che vuoi ottenere.
Un obiettivo poco specifico è:
Scrivi qualcosa sui social network.
Un obiettivo più efficace è:
Scrivi un post per Facebook che presenti i vantaggi di un nuovo servizio di assistenza informatica e inviti gli utenti a richiedere un preventivo.
La domanda da porsi prima di scrivere un prompt è:
Quale risultato voglio ottenere?
4. I vincoli
Indica i limiti e le condizioni da rispettare.
Puoi specificare:
-
Numero di parole.
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Tono di voce.
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Pubblico di riferimento.
-
Parole chiave.
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Argomenti da includere.
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Elementi da evitare.
-
Lingua.
-
Livello di difficoltà.
-
Struttura del contenuto.
Esempio:
Scrivi un testo di circa 800 parole, in italiano, con un tono professionale ma semplice. Usa titoli H2 e H3, inserisci un’introduzione breve e non utilizzare termini tecnici senza spiegarli.
5. Il formato della risposta
Spiega come deve essere organizzato il risultato finale.
Per esempio:
Organizza la risposta con un titolo, un’introduzione, cinque sezioni con sottotitoli, un elenco puntato e una conclusione.
Oppure:
Restituisci i dati in formato tabella con le colonne: prodotto, prezzo, vantaggi e svantaggi.
Indicare il formato evita di dover riorganizzare manualmente la risposta.
Un modello pratico per creare prompt
Una struttura semplice e riutilizzabile è la seguente:
Ruolo: agisci come [figura professionale].
Contesto: considera queste informazioni: [descrizione].
Obiettivo: devi [risultato da ottenere].
Vincoli: rispetta queste condizioni: [regole].
Formato: presenta la risposta come [struttura desiderata].
Esempio completo
Agisci come un esperto di SEO e content marketing.
Sto preparando un articolo per un sito italiano dedicato alla tecnologia e all’intelligenza artificiale.
Scrivi una guida su come creare un prompt efficace per ChatGPT, destinata a principianti.
Utilizza un linguaggio semplice, inserisci esempi pratici, usa titoli H2 e H3 e includi le parole chiave “come scrivere un prompt”, “prompt per ChatGPT” e “prompt efficace”.
Scrivi circa 1.000 parole e termina con una checklist riepilogativa.
Questo prompt è molto più preciso rispetto a una richiesta come:
Scrivi un articolo sui prompt.
Prompt generico e prompt dettagliato a confronto
| Prompt generico | Prompt dettagliato |
|---|---|
| Scrivi una descrizione di un servizio. | Scrivi una descrizione di 150 parole per un servizio di assistenza informatica rivolto a piccole imprese. |
| Crea un post sui social. | Crea un post per Instagram, con tono professionale e una call to action finale, per promuovere un nuovo prodotto. |
| Traduci questo testo. | Traduci questo testo dall’italiano all’inglese americano mantenendo un tono commerciale e naturale. |
| Fammi un articolo SEO. | Scrivi un articolo SEO di 1.200 parole con keyword principale, titoli H2, FAQ, meta title e meta description. |
La seconda colonna contiene richieste più utili perché definisce meglio il risultato.
Come migliorare un prompt
Un prompt può essere perfezionato attraverso successive richieste. Non è necessario ottenere la risposta perfetta al primo tentativo.
Dopo aver ricevuto una prima risposta, puoi chiedere:
-
“Rendi il testo più semplice e adatto a un pubblico non esperto.”
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“Aggiungi tre esempi pratici.”
-
“Riduci la lunghezza a 600 parole.”
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“Elimina le ripetizioni.”
-
“Utilizza un tono più professionale.”
-
“Organizza il contenuto con titoli H2 e liste puntate.”
-
“Indica quali informazioni mancano per rendere la risposta più precisa.”
Un metodo efficace consiste nel lavorare per fasi:
-
Chiedere all’AI di analizzare l’argomento.
-
Richiedere una scaletta.
-
Verificare e modificare la scaletta.
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Generare la prima bozza.
-
Correggere il testo.
-
Controllare chiarezza, accuratezza e completezza.
Questo approccio è particolarmente utile per articoli, pagine web, schede prodotto e contenuti SEO.
Esempi di prompt utili
Per scrivere un articolo
Scrivi un articolo di 900 parole sul risparmio energetico domestico. Il pubblico è composto da famiglie italiane. Usa un tono chiaro e pratico, inserisci cinque consigli applicabili subito e concludi con una checklist.
Per generare codice
Agisci come uno sviluppatore PHP senior. Scrivi una funzione PHP che validi un indirizzo email e restituisca un messaggio di errore in caso di formato non valido. Usa PHP 8, aggiungi un esempio di utilizzo e spiega brevemente il codice.
Per ottimizzare un testo SEO
Analizza il seguente testo per la SEO. Individua la keyword principale, suggerisci un titolo SEO, una meta description, eventuali sottotitoli H2 e indica le parti poco chiare o ripetitive. Non modificare il significato originale.
Per creare un’immagine
Crea una descrizione per un’immagine quadrata destinata a un post sui social. Il tema è la sicurezza informatica per le piccole imprese. Utilizza uno stile moderno, professionale e facilmente comprensibile.
Errori da evitare
Un buon prompt non deve necessariamente essere molto lungo. Deve invece essere chiaro, ordinato e pertinente.
Gli errori più comuni sono:
-
Scrivere richieste troppo generiche.
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Omettere il pubblico di riferimento.
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Non specificare il formato della risposta.
-
Inserire troppe richieste diverse senza ordine.
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Usare istruzioni contraddittorie.
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Non fornire esempi quando il risultato è difficile da descrivere.
-
Considerare la risposta dell’AI automaticamente corretta.
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Pubblicare contenuti generati senza revisione umana.
L’intelligenza artificiale può aiutare a creare rapidamente un contenuto, ma è sempre opportuno verificare dati, fonti, tono, grammatica e adeguatezza rispetto al pubblico.
Prompt e SEO
Quando si utilizza l’intelligenza artificiale per creare contenuti SEO, l’obiettivo non dovrebbe essere riempire il testo di parole chiave. È più importante rispondere in modo completo all’intento di ricerca dell’utente e offrire informazioni realmente utili. Google raccomanda un approccio orientato alle persone, evitando contenuti creati esclusivamente per manipolare il posizionamento nei risultati di ricerca.
Nel prompt è quindi utile indicare:
-
La parola chiave principale.
-
Le parole chiave correlate.
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L’intento di ricerca.
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Il pubblico.
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La struttura dell’articolo.
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Le domande frequenti.
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Il tono del brand.
-
La necessità di evitare ripetizioni e keyword stuffing.
Esempio:
Scrivi una guida SEO per utenti principianti che vogliono imparare a usare l’intelligenza artificiale. La keyword principale è “come scrivere un prompt efficace”. Inserisci termini correlati come “prompt per ChatGPT”, “prompt engineering” e “istruzioni per l’AI”. Rispondi in modo completo all’intento informativo, usa una struttura leggibile e non ripetere artificialmente le parole chiave.
Checklist finale
Prima di inviare un prompt, verifica di aver specificato:
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Che cosa deve fare l’intelligenza artificiale.
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Qual è il contesto.
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Chi leggerà o utilizzerà il risultato.
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Quale tono deve essere utilizzato.
-
Quali vincoli deve rispettare.
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In quale formato deve essere restituita la risposta.
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Quali informazioni non devono mancare.
-
Quali elementi devono essere evitati.
Conclusione
Scrivere un prompt efficace significa comunicare con l’intelligenza artificiale in modo simile a come si darebbe una consegna a una persona: più l’obiettivo è chiaro, più dettagli sono utili e migliore sarà il risultato.
Dire “vai a comprare il pane” lascia troppe possibilità all’interpretazione. Specificare “vai in via Roma 2, compra un pezzo di pane non troppo cotto, paga e torna a casa” rende invece l’istruzione concreta e completa.
La stessa regola vale per ChatGPT e per gli altri strumenti di AI: definisci il ruolo, fornisci il contesto, indica l’obiettivo, stabilisci i vincoli e specifica il formato della risposta. Infine, controlla sempre il risultato e miglioralo con richieste successive.
Altro..