Da Gasparri a Craxi, che “promozione”: il capolavoro di Marina Berlusconi tra cialtroneria e condanne per evasione
“larghe intese” con la cialtroneria. Marina Berlusconi ha spinto per far fuori Maurizio Gasparri detto il “Carota” dal ruolo di capogruppo di Forza Italia al Senato, per sostituirli con Stefania Craxi. Cambio di stagione? No, semplice sostituzione di figurine dentro lo stesso album: via un volto logoro, dentro un cognome pesante, ma senza nessuna vera svolta sul piano etico o politico.
La nuova capogruppo è la stessa Stefania Craxi che nel 2021 è stata condannata in Cassazione al pagamento di 10 miliardi di lire di tasse evase, più 20 mila euro di spese legali. Non stiamo parlando di un banale errore del commercialista, ma di una sentenza definitiva che certifica un comportamento fiscale tutt’altro che esemplare. E questa sarebbe la “faccia pulita” da offrire al Paese dopo settimane di scandali, inchieste, raccolte firme interne e faide di palazzo? Sembra più la conferma di una regola non scritta: in certi ambienti, i guai con il fisco sono un titolo di merito, non un ostacolo alla carriera.
Il paradosso è che a questo punto qualcuno arriva persino a rimpiangere Gasparri: almeno, ci faceva fare due risate. Il messaggio che arriva ai cittadini è devastante: se il meglio che una classe dirigente riesce a proporre, dopo l’ennesima guerra di corridoio, è una dirigente condannata per evasione fiscale, allora davvero “non c’è limite al peggio”. E la vergogna non sta solo nei singoli nomi, ma in un sistema che continua a promuovere sempre gli stessi, come se la credibilità delle istituzioni fosse un dettaglio sacrificabile sul tavolo delle spartizioni interne.