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Elicotteri USA sulle Madonie: cosa possono davvero fare gli

Elicotteri USA sulle Madonie: cosa possono davvero fare gli

Stati Uniti nelle basi in Sicilia (e quando l’Italia disse NO) Due elicotteri militari della US Navy sono decollati dalla base americana di Sigonella e sono atterrati a Piano Catarineci, nel Parco…

Elicotteri USA sulle Madonie: cosa possono davvero fare gli Stati Uniti nelle basi in Sicilia (e quando l’Italia disse NO)

Due elicotteri militari della US Navy sono decollati dalla base americana di Sigonella e sono atterrati a Piano Catarineci, nel Parco delle Madonie, in piena “zona A”: l’area di massima tutela ambientale, dove qualunque attività è rigidamente limitata e richiede autorizzazioni speciali. Le foto, postate con orgoglio dagli stessi militari con la didascalia “Sea Hawks over Sicily”, hanno scatenato un terremoto politico in Sicilia: 22 sindaci hanno chiesto spiegazioni, il Parco vuole sapere chi ha firmato il via libera e all’ARS sono partite interrogazioni, in particolare dal capogruppo M5S, su chi abbia permesso esercitazioni belliche in un’area protetta senza alcuna trasparenza verso il territorio. Ufficialmente si tratta di semplici voli di addestramento collegati alla presenza della Sesta Flotta nel Mediterraneo: esercitazioni tra Etna, Sigonella e Madonie per abituare gli equipaggi a operare in ambiente montano. Ma l’episodio arriva in un momento delicatissimo, con Sigonella usata come hub logistico per le crisi in Medio Oriente e nei rapporti con l’Iran, e riapre il dossier più scomodo: chi decide davvero cosa possono fare gli Stati Uniti sulle basi in Italia? Giuridicamente, le installazioni come la Naval Air Station di Sigonella restano basi italiane concesse in uso a Washington nell’ambito degli accordi NATO e dei trattati bilaterali: vige il principio della “doppia chiave” (dual command), secondo cui l’uso operativo può essere americano ma deve essere coordinato con le autorità italiane. In teoria Roma deve sempre sapere e autorizzare; in pratica molte operazioni vengono gestite direttamente dagli USA, con l’Italia informata solo in modo generico. La ragione sta nella centralità strategica della Sicilia: guardando la mappa, Sigonella è una portaerei naturale nel cuore del Mediterraneo. Da lì gli USA possono raggiungere in poche ore Nord Africa (Libia, Tunisia), Medio Oriente, Balcani, Mar Nero, canale di Suez, Mediterraneo orientale (Israele, Siria, Libano), usando la base come hub per rifornimenti, spostamento truppe, manutenzione, droni Global Hawk per la sorveglianza e operazioni di intelligence sul fianco sud della NATO. È il motivo per cui le esercitazioni sulle Madonie non sono un semplice “fuori pista”, ma il simbolo di un equilibrio fragile tra alleanza militare, tutela ambientale e sovranità nazionale.

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