Cosa è successo Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2026 le forze statunitensi hanno colpito obiettivi in Venezuela, ufficialmente nel quadro della “guerra ai narcotrafficanti”. Nel blitz è stato catturato il presidente Nicolás Maduro insieme alla moglie e trasferito negli Stati Uniti, dove è accusato di narcotraffico, terrorismo e corruzione. La reazione internazionale L’ONU, tramite Guterres, ha parlato di pericoloso precedente e di violazione del diritto internazionale, chiedendo il rispetto della sovranità venezuelana e un dialogo inclusivo. Diversi governi europei hanno condannato l’operazione; l’UE ha nel frattempo prorogato le sanzioni contro il Venezuela fino al 2027, pur dichiarando sostegno a una transizione democratica negoziata. Gli interessi in gioco Il Venezuela possiede le maggiori riserve petrolifere al mondo e l’azione USA è letta da molti come un intervento anche per controllare flussi energetici e indebolire storici alleati di Caracas come Russia, Cina, Iran e Cuba. L’attacco ha aumentato il premio di rischio sui mercati finanziari legati all’area e all’energia, mentre un blocco delle esportazioni venezuelane potrebbe spingere al rialzo il prezzo del greggio, pur restando “gestibile” per ora a livello macro. Situazione interna venezuelana Il paese arriva a questa crisi dopo anni di iperinflazione, collasso dei servizi e un esodo che ha coinvolto circa un venezuelano su cinque, acuiti da sanzioni e cattiva gestione economica. #venezuela raid #venezuela
Gli ultimi giorni hanno visto un salto di qualità nello
scontro tra Stati Uniti e Venezuela: Trump ha ordinato un maxi raid, Maduro è stato catturato e portato a New York, aprendo una crisi gravissima di diritto internazionale, energetica e geopolitica.…