intervento in aula riccardo ricciardi su gaza state dalla parte dei vostri complici
Il discorso contesta duramente la partecipazione dell’Italia al “Board of Peace” per Gaza, accusando governo e ministro Tajani di complicità politica ed economica con Israele e con le élite internazionali, a danno dei palestinesi e delle classi popolari italiane.
Contenuti principali
L’oratore descrive il “comitato d’affari” come simbolo di un mondo governato da ricchi e potenti, dove restano solo la legge dei soldi e delle armi, con la magistratura e gli organismi di garanzia delegittimati.
Elenca proposte ignorate: riconoscere lo Stato di Palestina, interrompere rapporti militari ed economici con Israele durante il genocidio, non astenersi all’ONU, perseguire Israele per bombardamenti su una nave italiana, evitare affari di Eni con Israele, non comprare armi dagli USA a condizioni svantaggiose.
Porta l’esempio di Music for Peace: 300 tonnellate di aiuti ferme ai valichi, biscotti rifiutati dall’esercito israeliano perché “troppo energetici” per i bambini palestinesi, come prova della contraddizione col cosiddetto piano di pace.
Denuncia violenze in Cisgiordania, espropri tramite riforma catastale israeliana e centinaia di morti nonostante la “tregua”, sostenendo che altrove non si parlerebbe di tregua con cinque morti al giorno.
Dimensione sociale e politica
Collega Palestina e Italia come parte della stessa “questione di classe”: smantellamento dello stato sociale, miliardi per il ponte sullo Stretto e poco per le frane, zero risorse per pensioni, spinta ai fondi privati, tassazione del lavoro ma non dei grandi patrimoni ereditati.
Sostiene che le grandi manifestazioni per Gaza abbiano capito l’unità del disegno politico globale, e che il governo abbia reagito criminalizzando lo slogan “Palestina libera” (licenziamenti, sanzioni ai vigili del fuoco, attacchi alla relatrice ONU Francesca Albanese).
Giustizia e repressione
Critica un modello di giustizia che tutela gli imputati eccellenti (preavviso di 5 giorni prima dell’interrogatorio) ma reprime i manifestanti in modo preventivo, richiamando come riferimento le parole del magistrato Nicola Gratteri.
Sostiene che un episodio violento contro un poliziotto a Torino sia stato usato per bollare come violento un intero movimento che aveva manifestato pacificamente per settimane.
Accusa al governo e alla politica estera
Contesta a Tajani non solo di sedere nel Board of Peace, ma di “portare l’Italia” in un organismo insieme a un “genocida”, a chi ha umiliato i carabinieri in Cisgiordania e a un monarca che ha offeso le forze armate italiane in Afghanistan.
Accusa il governo di patriottismo di facciata, ricordando che per loro il diritto internazionale vale “fino a un certo punto”, mentre la dignità non dovrebbe valere a gradi ma è proprio ciò che, secondo l’oratore, la maggioranza non conosce più.
Il discorso contesta duramente la partecipazione dell’Italia al “Board of Peace” per Gaza, accusando governo e ministro Tajani di complicità politica ed economica con Israele e con le élite internazionali, a danno dei palestinesi e delle classi popolari italiane.
Contenuti principali
L’oratore descrive il “comitato d’affari” come simbolo di un mondo governato da ricchi e potenti, dove restano solo la legge dei soldi e delle armi, con la magistratura e gli organismi di garanzia delegittimati.
Elenca proposte ignorate: riconoscere lo Stato di Palestina, interrompere rapporti militari ed economici con Israele durante il genocidio, non astenersi all’ONU, perseguire Israele per bombardamenti su una nave italiana, evitare affari di Eni con Israele, non comprare armi dagli USA a condizioni svantaggiose.
Porta l’esempio di Music for Peace: 300 tonnellate di aiuti ferme ai valichi, biscotti rifiutati dall’esercito israeliano perché “troppo energetici” per i bambini palestinesi, come prova della contraddizione col cosiddetto piano di pace.
Denuncia violenze in Cisgiordania, espropri tramite riforma catastale israeliana e centinaia di morti nonostante la “tregua”, sostenendo che altrove non si parlerebbe di tregua con cinque morti al giorno.
Dimensione sociale e politica
Collega Palestina e Italia come parte della stessa “questione di classe”: smantellamento dello stato sociale, miliardi per il ponte sullo Stretto e poco per le frane, zero risorse per pensioni, spinta ai fondi privati, tassazione del lavoro ma non dei grandi patrimoni ereditati.
Sostiene che le grandi manifestazioni per Gaza abbiano capito l’unità del disegno politico globale, e che il governo abbia reagito criminalizzando lo slogan “Palestina libera” (licenziamenti, sanzioni ai vigili del fuoco, attacchi alla relatrice ONU Francesca Albanese).
Giustizia e repressione
Critica un modello di giustizia che tutela gli imputati eccellenti (preavviso di 5 giorni prima dell’interrogatorio) ma reprime i manifestanti in modo preventivo, richiamando come riferimento le parole del magistrato Nicola Gratteri.
Sostiene che un episodio violento contro un poliziotto a Torino sia stato usato per bollare come violento un intero movimento che aveva manifestato pacificamente per settimane.
Accusa al governo e alla politica estera
Contesta a Tajani non solo di sedere nel Board of Peace, ma di “portare l’Italia” in un organismo insieme a un “genocida”, a chi ha umiliato i carabinieri in Cisgiordania e a un monarca che ha offeso le forze armate italiane in Afghanistan.
Accusa il governo di patriottismo di facciata, ricordando che per loro il diritto internazionale vale “fino a un certo punto”, mentre la dignità non dovrebbe valere a gradi ma è proprio ciò che, secondo l’oratore, la maggioranza non conosce più.