Israele ha confermato di aver condotto oggi la più grande sortita d’attacco della storia. Nelle prime ore del mattino Israele ha lanciato la più grande opera...

Israele ha confermato di aver condotto oggi la più grande...

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Israele ha confermato di aver condotto oggi la più grande sortita d’attacco della storia.

Nelle prime ore del mattino Israele ha lanciato la più grande operazione aerea della sua storia contro l’Iran: circa 200 caccia hanno colpito 500 obiettivi militari, tra sistemi di difesa aerea e lanciatori di missili balistici nelle regioni occidentali e centrali del Paese, compresa l’area di Tabriz, da cui – secondo l’IDF – Teheran pianificava il lancio di decine di missili verso il territorio israeliano. L’operazione, coordinata con gli Stati Uniti, punta a indebolire in modo significativo la capacità offensiva iraniana, ma sta già innescando una pericolosa escalation, con lanci di missili di risposta da parte di Teheran e stato di emergenza in Israele.


Tel Aviv presenta l’operazione come finalizzata a “distruggere o degradare” l’arsenale missilistico iraniano, in particolare i lanciatori e le infrastrutture per missili balistici e droni, considerati un rischio diretto per il territorio israeliano. Fonti israeliane spiegano che colpire le difese aeree iraniane serve ad “allargare la superiorità aerea” nello spazio aereo iraniano, facilitando eventuali ulteriori ondate di attacchi.
Dal lato statunitense, l’operazione più ampia è indicata con il nome “Epic Fury”, mentre Israele usa la denominazione “Roaring Lion”; entrambe rientrano in una campagna congiunta pianificata da mesi.
Conseguenze immediate e rischi
L’Iran ha già reagito con lanci di missili contro Israele e contro basi statunitensi nel Golfo, con alcune intercettazioni e alcuni impatti riportati da media internazionali. In Israele è stato proclamato lo stato di emergenza interno e lo spazio aereo civile è stato temporaneamente chiuso, nell’attesa di ulteriori ritorsioni iraniane.
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