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 è successo qualcosa che va oltre un semplice

 è successo qualcosa che va oltre un semplice

ritardo ferroviario: un treno merci di 32 vagoni, carico di mezzi militari, munizioni ed esplosivi e diretto verso l’hub militare toscano e il nord Italia, è stato prima rallentato e poi…

bloccato da una protesta pacifista sui binari. A Pisa, decine di attivisti del movimento No Base e di sigle sindacali come USB si sono seduti sui binari della stazione centrale, soprattutto al binario 3, esponendo striscioni e scandendo slogan come &ldquo;La Toscana non &egrave; zona di guerra&rdquo; e &ldquo;Fermiamo il treno della morte&rdquo;, fino a costringere il convoglio a fare dietrofront verso Livorno dopo ore di trattativa. Il video che circola online legge questa azione come un segnale politico preciso: se il governo, ritenuto &ldquo;corrotto e colluso con gli Stati Uniti&rdquo;, non ferma il coinvolgimento dell&rsquo;Italia nelle guerre in corso, pu&ograve; farlo il popolo intervenendo sui nodi logistici, sulle basi e sulle infrastrutture che rendono possibile il transito di armi e mezzi militari. In questa narrazione, i corpi seduti sui binari diventano l&rsquo;emblema di una resistenza &ldquo;dal basso&rdquo;, di cittadini che si dichiarano partigiani e disertori di tutte le guerre combattute &ldquo;per mandare innocenti a morire contro altri innocenti&rdquo;, mentre le decisioni strategiche vengono prese altrove. Al di l&agrave; delle letture politiche, il blocco del convoglio solleva questioni concrete: fino a che punto il territorio italiano &ndash; e in questo caso la Toscana &ndash; deve diventare corridoio permanente per il transito di armamenti diretti verso scenari di conflitto? E quanto spazio hanno oggi i movimenti pacifisti nel discutere, contestare o ostacolare queste scelte, senza essere ridotti a semplice &ldquo;problema d&rsquo;ordine pubblico&rdquo;? La vicenda del treno fermato a Pisa mostra che, almeno per una notte, la risposta non &egrave; arrivata dai palazzi, ma da chi ha scelto di sedersi sui binari. </p>

#pisa #stopguerra #mezzimilitari
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