è in corso un massiccio attacco iraniano contro Israele, in particolare su Haifa e Tel Aviv. Su Haifa, viene segnalato per la prima volta l’uso di missili a grappolo, cioè missili che aprono la testata in volo e rilasciano molte micro‑bombe, pensate per colpire un’area ampia e causare danni molto più estesi rispetto a una singola esplosione. Contemporaneamente, quattro missili cruise iraniani vengono lanciati contro la portaerei americana USS Abraham Lincoln, che secondo il video sarebbe in ritirata verso la parte bassa dell’Oceano Indiano per sfuggire alla minaccia. I cruise sono missili a lungo raggio e bassa quota, studiati per eludere i radar e colpire bersagli di alto valore come navi da guerra e basi militari. Perché è un passaggio molto grave L’uso di missili a grappolo su una grande città come Haifa aumenta in modo enorme il rischio per civili e infrastrutture, motivo per cui queste armi sono tra le più controverse sul piano umanitario. Attaccare una portaerei americana come la USS Abraham Lincoln significa portare lo scontro direttamente contro gli Stati Uniti, non solo contro Israele, e colpire uno dei simboli della loro potenza militare nella regione. Il fatto che questi attacchi avvengano in parallelo (città israeliane e nave USA) indica una strategia iraniana per allargare il fronte e far capire che la guerra può colpire sia la popolazione israeliana sia gli asset militari americani. Il messaggio che l’Iran vuole mandare Con un attacco così strutturato, Teheran manda un messaggio chiaro:
può colpire in profondità il territorio israeliano, persino con armi ad alto impatto come i missili a grappolo è pronta a mettere sotto pressione anche la presenza navale USA, prendendo di mira una portaerei chiave come la USS Abraham Lincoln. una fase in cui la guerra non è più fatta solo di scambi limitati, ma di mosse pensate per alzare il livello dello scontro e mettere in difficoltà sia Israele sia Stati Uniti su più fronti contemporaneamente. #usa #guerra #israele #iran #TelAviv #Haifa