Intervista in cui Rula Jebreal, da New York, spiega ad Alessandro Di Battista perché il caso Jeffrey Epstein è “lo scandalo del secolo” e come sia stato oscurato dai media tradizionali.
I punti principali:
Jeffrey Epstein non nasce come finanziere: era un insegnante di scuola elementare che, in modo poco trasparente, diventa miliardario e viene condannato nel 2010 per una vasta rete di traffico sessuale e pedofilia. Tra il 2010 e il 2019 emergono dai file giudiziari elementi che, secondo Jebreal, mostrano Epstein come un agente del Mossad israeliano, che usa la sua isola privata per invitare potenti del mondo (presidenti Usa come Bill Clinton, ex premier israeliano Ehud Barak, ecc.) e comprometterli.
Epstein procurava ragazzine minorenni a politici, miliardari e personaggi influenti, filmando tutto per fini di ricatto; non è chiaro se il materiale sia solo in mano all’FBI o anche a servizi segreti stranieri, e Jebreal collega questo sistema di ricatti al sostegno statunitense a Israele nonostante le gravi criticità sociali interne agli USA. Jebreal descrive la pratica del Mossad di usare ricatti sessuali, testata prima nei Territori occupati contro palestinesi, spesso persone LGBT reclutate tramite materiale compromettente con il classico “o collabori o ti distruggiamo socialmente”. Intorno a Epstein ruoterebbe, secondo la ricostruzione, una rete di uomini ricchissimi ebrei americani e non solo (tra cui Larry Summers, Alan Dershowitz), alcuni accusati direttamente da vittime di stupri quando queste erano minorenni, e comunque attivi nel difendere Netanyahu e lo Stato di Israele anche sul piano mediatico e giudiziario. Viene raccontata la storia di Virginia Giuffre, tra le prime vittime a denunciare Epstein, il principe Andrew e altri, che dopo aver vinto cause legali è stata trovata morta in quello che è stato classificato come suicidio, nonostante lei avesse scritto pubblicamente che non si sarebbe mai suicidata; Jebreal collega questa morte e quella di altre vittime a un possibile insabbiamento. Secondo Jebreal, Epstein è il gestore di una rete globale di pedofili seriali al servizio soprattutto del Mossad, usata per ricattare politici e mantenere un sostegno costante a Israele; Di Battista chiude osservando che altrimenti è difficile spiegare un appoggio “a volte suicida” degli Stati Uniti a Israele, sia sotto Trump che sotto Biden. #JeffreyEpstein
I punti principali:
Jeffrey Epstein non nasce come finanziere: era un insegnante di scuola elementare che, in modo poco trasparente, diventa miliardario e viene condannato nel 2010 per una vasta rete di traffico sessuale e pedofilia. Tra il 2010 e il 2019 emergono dai file giudiziari elementi che, secondo Jebreal, mostrano Epstein come un agente del Mossad israeliano, che usa la sua isola privata per invitare potenti del mondo (presidenti Usa come Bill Clinton, ex premier israeliano Ehud Barak, ecc.) e comprometterli.
Epstein procurava ragazzine minorenni a politici, miliardari e personaggi influenti, filmando tutto per fini di ricatto; non è chiaro se il materiale sia solo in mano all’FBI o anche a servizi segreti stranieri, e Jebreal collega questo sistema di ricatti al sostegno statunitense a Israele nonostante le gravi criticità sociali interne agli USA. Jebreal descrive la pratica del Mossad di usare ricatti sessuali, testata prima nei Territori occupati contro palestinesi, spesso persone LGBT reclutate tramite materiale compromettente con il classico “o collabori o ti distruggiamo socialmente”. Intorno a Epstein ruoterebbe, secondo la ricostruzione, una rete di uomini ricchissimi ebrei americani e non solo (tra cui Larry Summers, Alan Dershowitz), alcuni accusati direttamente da vittime di stupri quando queste erano minorenni, e comunque attivi nel difendere Netanyahu e lo Stato di Israele anche sul piano mediatico e giudiziario. Viene raccontata la storia di Virginia Giuffre, tra le prime vittime a denunciare Epstein, il principe Andrew e altri, che dopo aver vinto cause legali è stata trovata morta in quello che è stato classificato come suicidio, nonostante lei avesse scritto pubblicamente che non si sarebbe mai suicidata; Jebreal collega questa morte e quella di altre vittime a un possibile insabbiamento. Secondo Jebreal, Epstein è il gestore di una rete globale di pedofili seriali al servizio soprattutto del Mossad, usata per ricattare politici e mantenere un sostegno costante a Israele; Di Battista chiude osservando che altrimenti è difficile spiegare un appoggio “a volte suicida” degli Stati Uniti a Israele, sia sotto Trump che sotto Biden. #JeffreyEpstein