Guarda, c'è una dichiarazione agghiacciante del procuratore aggiunto del dipartimento di della giustizia, presidente, viceministro, chiamiamolo semplifichiamo, il quale ieri...Guarda, c'è una dichiarazione agghiacciante del procuratore aggiunto del dipartimento di della giustizia, presidente, viceministro, chiamiamolo semplifichiamo, il quale ieri ha detto 'Abbiamo non abbiamo diffuso tra i documenti pubblicati alcune immagini che riguardano morte, violenze fisiche e ferite'. Morte. Cosa vuol dire questo? Tu quando tu prendi queste dichiarazioni, le colleghi a altre email che sono uscite, in cui ce n'è una ce n'è una che diceva 'Jeff, ho qui un bambino, cioè, cosa vuoi che faccia? Che lo torturi o che lo uccida?'. Quando tu vedi un documentario come le Survivant, le sopravvissute, uscite in Francia un paio di anni fa, che racconta le testimonianze di bambine sopravvissute a questi orribili riti in cui praticamente uccidono o fanno fare combattimenti ai ragazzini, tu ti dici e trovi riscontri in questa dichiarazione ufficiale che dice 'Non vi diffondiamo le immagini di morte', vuol dire che riprendevano le uccisioni, perché cos'altro vuol dire questo?
Eh, sì.
Cos'altro vuol dire? Cioè, non è che abbiamo l'anello al naso, no? Nel senso che non siamo ingenui. E allora, e questo dovrebbe essere l'argomento principale sui media. Prendere, ma che razza di élite erano queste o sono queste?
Sono.
Che cosa hanno fatto? Perché nessuno di questi mostri è stato fino a oggi inquisito, processato e sbattuto in galera? Perché c'è un'omertà di fondo che ha coperto Jeffrey Epstein e tutta la sua cricca che è sconcertante. Allora, anche questo silenzio mediatico su questo aspetto della vicenda dovrebbe farci riflettere e inorridire."
Nel frammento audio l’oratore commenta una dichiarazione di un procuratore del Dipartimento di Giustizia che ammette l’esistenza di immagini non diffuse che mostrano morti, violenze fisiche e ferite, collegandole alle rivelazioni sul caso Epstein. Richiama email disturbanti e un documentario francese sulle sopravvissute a riti violenti su minori per sostenere che le élite coinvolte avrebbero compiuto crimini gravissimi, filmati e poi occultati. Denuncia infine il silenzio mediatico e l’omertà che, a suo dire, hanno protetto Jeffrey Epstein e la sua cerchia dall’essere perseguiti e incarcerati. #jeffreyepsteincontinua a leggere
Muore a 41 anni la principale accusatrice nel caso Jeffrey Epstein e Virginia Giuffre si suicida nella sua casa in...Muore a 41 anni la principale accusatrice nel caso Jeffrey Epstein e Virginia Giuffre si suicida nella sua casa in Australia. Secondo la polizia, i primi rilievi indicano che il decesso non è sospetto. La morte non è oggetto di indagine da parte degli investigatori. Eppure Virginia Giuffre aveva più volte dichiarato di temere per la propria incolumità e, giusto un mese prima della morte, era stata coinvolta in un incidente stradale. Un autobus avrebbe colpito il suo mezzo a oltre 100 km/h. Virginia però sopravvive e finisce in ospedale con un’insufficienza renale. Il 30 marzo Giuffre pubblica un post su Instagram dove afferma che i medici le hanno dato solo 4 giorni di vita. Nonostante quindi il miracoloso salvataggio dall’incidente, secondo gli inquirenti Virginia avrebbe deciso di togliersi la vita, lasciando senza madre i suoi due adorati figli. Virginia Giuffre era la testimone chiave nel processo contro Jeffrey Epstein. Nel 2015 aveva avviato un’azione legale contro il miliardario, poiché vittima del traffico di esseri umani gestito da Epstein e sua moglie. A soli 16 anni era infatti stata adescata da Ghislaine Maxwell e venduta come schiava sessuale agli amici potenti del miliardario. Fra questi spiccavano i nomi del principe Andrea e dell’agente di modelle francese Jean-Luc Brunel. Brunel è morto suicida in cella nel 2022, mentre lo scandalo generato dalle accuse di Giuffre aveva fatto tremare tutta la famiglia reale inglese. Andrea, terzogenito di Elisabetta II e fratello dell’attuale re Carlo III, aveva perso la causa contro Giuffre ed era stato costretto a pagare un risarcimento stellare. Il principe ha però continuato a negare tutte le accuse e non è mai stato chiaro se i 21 milioni che aspettavano a Virginia Giuffre siano mai arrivati a destinazione. Nel frattempo il Dipartimento di Giustizia americano ha iniziato a desecretare i documenti relativi ai clienti di Epstein, mentre il suo avvocato continua a sostenere come il miliardario sia stato ucciso e che non si sia suicidato in prigione nel 2019. Resta il fatto che 6 anni fa Giuffre aveva dichiarato di non avere alcuna intenzione di suicidarsi. “Se mi dovesse succedere qualcosa per il bene della mia famiglia, non lasciate che questo venga dimenticato e aiutatemi a proteggerli.” #jeffreyepsteincontinua a leggere
Intervista in cui Rula Jebreal, da New York, spiega ad Alessandro Di Battista perché il caso Jeffrey Epstein è “lo...Intervista in cui Rula Jebreal, da New York, spiega ad Alessandro Di Battista perché il caso Jeffrey Epstein è “lo scandalo del secolo” e come sia stato oscurato dai media tradizionali.
I punti principali:
Jeffrey Epstein non nasce come finanziere: era un insegnante di scuola elementare che, in modo poco trasparente, diventa miliardario e viene condannato nel 2010 per una vasta rete di traffico sessuale e pedofilia. Tra il 2010 e il 2019 emergono dai file giudiziari elementi che, secondo Jebreal, mostrano Epstein come un agente del Mossad israeliano, che usa la sua isola privata per invitare potenti del mondo (presidenti Usa come Bill Clinton, ex premier israeliano Ehud Barak, ecc.) e comprometterli.
Epstein procurava ragazzine minorenni a politici, miliardari e personaggi influenti, filmando tutto per fini di ricatto; non è chiaro se il materiale sia solo in mano all’FBI o anche a servizi segreti stranieri, e Jebreal collega questo sistema di ricatti al sostegno statunitense a Israele nonostante le gravi criticità sociali interne agli USA. Jebreal descrive la pratica del Mossad di usare ricatti sessuali, testata prima nei Territori occupati contro palestinesi, spesso persone LGBT reclutate tramite materiale compromettente con il classico “o collabori o ti distruggiamo socialmente”. Intorno a Epstein ruoterebbe, secondo la ricostruzione, una rete di uomini ricchissimi ebrei americani e non solo (tra cui Larry Summers, Alan Dershowitz), alcuni accusati direttamente da vittime di stupri quando queste erano minorenni, e comunque attivi nel difendere Netanyahu e lo Stato di Israele anche sul piano mediatico e giudiziario. Viene raccontata la storia di Virginia Giuffre, tra le prime vittime a denunciare Epstein, il principe Andrew e altri, che dopo aver vinto cause legali è stata trovata morta in quello che è stato classificato come suicidio, nonostante lei avesse scritto pubblicamente che non si sarebbe mai suicidata; Jebreal collega questa morte e quella di altre vittime a un possibile insabbiamento. Secondo Jebreal, Epstein è il gestore di una rete globale di pedofili seriali al servizio soprattutto del Mossad, usata per ricattare politici e mantenere un sostegno costante a Israele; Di Battista chiude osservando che altrimenti è difficile spiegare un appoggio “a volte suicida” degli Stati Uniti a Israele, sia sotto Trump che sotto Biden. #JeffreyEpsteincontinua a leggere