Perché un’invasione di terra USA in Iran è (quasi) impossibile Nel sesto giorno di guerra in Iran, mentre Trump e Rubio evocano l’idea di un’invasione di terra, la realtà militare e geografica racconta tutt’altro scenario. Il ministro degli Esteri iraniano dichiara di “aspettare” le truppe USA, convinto che un attacco di terra si trasformerebbe in un disastro per Washington. L’esempio dell’Iraq è chiaro: per invadere un paese grande un terzo dell’Iran e con un quinto della sua popolazione servirono circa 500.000 soldati, mesi di preparazione logistica e condizioni di pace totale per schierare uomini e mezzi passando dall’Arabia Saudita. Oggi l’Iran non offre corridoi sicuri: l’unico vicino teoricamente utilizzabile, l’Iraq, ospita milizie sciite che attaccano le basi americane, già colpite e indebolite dai missili iraniani. Rimarrebbe solo un’operazione anfibia “stile sbarco in Normandia”, logisticamente quasi impraticabile. Per un territorio e una popolazione così vasti servirebbero almeno il doppio o il triplo delle truppe utilizzate in Iraq, una capacità politica e militare che gli Stati Uniti oggi difficilmente possono mettere in campo, soprattutto sotto costante attacco missilistico iraniano. Conclusione: un intervento di terra USA in Iran è, di fatto, impraticabile o vicino al suicidio strategico. #Iran #usa #Trump #GiulioBen
Perché un’invasione di terra USA in Iran è (quasi)
impossibile Nel sesto giorno di guerra in Iran, mentre Trump e Rubio evocano l’idea di un’invasione di terra, la realtà militare e geografica racconta tutt’altro scenario. Il ministro degli Esteri…