Fabrizio Corona tra censure, denunce e Falsissimo: cosa sta succedendo davvero
Il caso Fabrizio Corona è tornato al centro del dibattito mediatico con il suo format Falsissimo, una serie di inchieste online che colpiscono volti noti della TV e del sistema dell’informazione italiano. Dopo la riattivazione del canale YouTube a febbraio, Corona ha lanciato una nuova puntata il 2 marzo 2026, subito finita nel mirino della magistratura e delle emittenti televisive, fra accuse di diffamazione, violazione di copyright e presunta gestione illecita di chat e materiali riservati. Le sue rivelazioni hanno portato a una pioggia di denunce, soprattutto da parte di Alfonso Signorini e dell’area Mediaset, e a una decisione del tribunale che ha bloccato la diffusione dell’ultima puntata di Falsissimo, poi ripubblicata da Corona su altre piattaforme denunciando un clima di censura. Sul piano giudiziario, si parla di indagini per concorso in diffamazione e ricettazione, mentre sul piano mediatico Falsissimo continua a polarizzare il pubblico: da un lato chi vede nel progetto uno strumento di contro‑informazione aggressiva, dall’altro chi lo considera solo spettacolarizzazione della macchina del fango. Nonostante problemi di salute dichiarati (ricoveri e terapie), Corona mantiene un profilo pubblico molto esposto: rilancia contenuti, annuncia nuove puntate e organizza eventi dal vivo legati a Falsissimo, trasformando il proprio percorso giudiziario in un elemento narrativo centrale del personaggio. Il nodo di fondo resta sempre lo stesso: fino a che punto il confine tra inchiesta, diritto di cronaca, privacy e business dell’intrattenimento può essere spinto, e chi decide dove finisce la libertà di parola e dove cominciano la diffamazione e la violazione delle regole? #FabrizioCorona #Falsissimo #cronacaItaliana #libertàDiStampa #mediaItalia