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Basta soldi ai giornali: milioni di denaro pubblico a chi

Basta soldi ai giornali: milioni di denaro pubblico a chi

sogna barche affondate e insulta i poveri In TV abbiamo ascoltato un direttore di giornale dire testualmente: “Spero che le barche vengano affondate, così la prossima missione dovranno…

Basta soldi ai giornali: milioni di denaro pubblico a chi sogna barche affondate e insulta i poveri

In TV abbiamo ascoltato un direttore di giornale dire testualmente: “Spero che le barche vengano affondate, così la prossima missione dovranno rifinanziarsela”, parlando della Flotilla diretta verso Gaza. Non è uno sfogo da social qualsiasi, ma la voce di chi guida una testata che ogni anno incassa contributi pubblici, dentro un sistema di finanziamento all’editoria che vale decine e decine di milioni di euro l’anno a carico dei contribuenti.
Sono gli stessi giornali che, quando si parla di reddito di cittadinanza o di sostegni alla povertà, titolano “fannulloni sul divano”, “la pacchia è finita”, “orfanelli di Conte”, descrivendo migliaia di persone in difficoltà come parassiti che vivono alle spalle dello Stato. Ma se a vivere di soldi pubblici sono le loro redazioni, allora il denaro diventa “pluralismo” e “informazione libera”, anche quando in studio si invoca l’affondamento di navi umanitarie o si fa il tifo aperto per una delle parti in guerra.
Dire “Basta soldi ai giornali” non significa zittire la stampa, ma smettere di finanziare con denaro pubblico chi usa le prime pagine per colpire i poveri in casa nostra e difendere senza dubbi blocchi, bombardamenti e blocchi navali all’estero. Se un quotidiano vuole fare campagna contro il reddito di cittadinanza, contro le ONG o contro le missioni umanitarie, deve farlo con i soldi dei suoi lettori, non con quelli di chi a fine mese fatica a pagare affitto, bollette e spesa.
Un vero pluralismo dell’informazione non ha bisogno di giornali mantenuti a vita dalle casse dello Stato, ma di testate che rispondono ai cittadini, non ai sussidi. Per questo la battaglia “Basta soldi ai giornali: milioni di denaro pubblico per chi insulta i poveri” non è uno slogan di pancia, è una richiesta di coerenza: chi si sente abbastanza forte da giudicare la vita degli altri, abbia almeno il coraggio di farlo senza vivere dei loro soldi.
https://bastasoldiaigiornali.it/
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