fortissime tensioni interne e, soprattutto, dopo la sconfitta del centrodestra al recente referendum, che ha riacceso il fuoco delle correnti e messo nel mirino la sua gestione del gruppo. Negli ultimi giorni il senatore Claudio Lotito aveva avviato una raccolta di firme tra i colleghi per chiedere la sostituzione di Gasparri alla guida dei senatori forzisti, segnale evidente di una fronda organizzata più che di semplici mugugni. La “sfiducia” si sarebbe poi concretizzata in una lettera interna, descritta come decisiva nel convincere Gasparri a fare un passo indietro prima di essere formalmente messo in minoranza. In parallelo, dal quartier generale di Forza Italia filtra la preoccupazione per l’immagine di un partito lacerato, proprio mentre si discutono congressi regionali e assetti futuri. Le dimissioni da capogruppo non sono solo un fatto di ruoli, ma il sintomo di un equilibrio politico che cambia. Tajani deve ora gestire il dopo‑Gasparri: tra i nomi in circolazione per la successione spicca quello di Stefania Craxi, attuale presidente della commissione Esteri, ma la partita è ancora aperta e intrecciata alle dinamiche nazionali e alle prossime scadenze elettorali. Quel che è certo è che, da oggi, il fronte azzurro in Senato perde una delle sue figure più riconoscibili e si trova costretto a ridefinire, in fretta, leadership e linea politica. #politica #forziItalia #senato
Maurizio Gasparri ha annunciato le dimissioni da capogruppo
di Forza Italia al Senato, chiudendo nel giro di poche ore una delle fasi più turbolente per il partito azzurro a Palazzo Madama. Secondo le prime ricostruzioni, la scelta arriva dopo giorni di…